Probabilmente non ci siamo mai chiesti quanto uno smartphone impatti nel suo intero ciclo di vita, che parte dall’estrazione delle materie prime in miniera e si conclude con la gestione del rifiuto. Nel 2022 il numero di telefoni in uso nel mondo sarà di 4,5 miliardi di unità, generando 146 milioni di tonnellate di CO2. A sostenerlo è il recente rapporto Digital Green Evolution di Deloitte, che ci racconta dell’impatto ambientale di questi dispositivi: quanto inquina uno smartphone? Circa l’83% delle emissioni deriva dalla sola fase di costruzione. Per dare vita a questi dispositivi, serve estrarre minerali rari, utilizzare combustibili fossili e tanta acqua. I modelli recenti di smartphone comportano una produzione di circa 82kg di C02 ciascuno. Secondo i calcoli di questo studio sarebbe necessario tenere lo stesso smartphone per almeno dieci anni prima di poter “ammortizzare” l’impronta carbonica accumulata. Le statistiche globali ci raccontano però di abitudini differenti: la maggior parte degli smartphone viene utilizzato per circa 21 mesi, poi sostituito.
Qual è la soluzione?
Quasi tutti i telefoni richiedono 16 dei 17 metalli rari sulla Terra. In 1 milione di questi, ci sono migliaia di kg di risorse che potrebbero essere recuperate e restituite al ciclo produttivo. I RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche) sono il flusso di rifiuti in più rapida crescita nel mondo. Qual è la soluzione più sostenibile? Acquistare uno smartphone ricondizionato in modo da allungargli la vita il più possibile. Spesso sono dispositivi provenienti anche da fine leasing aziendali, fallimenti e altro ancora (sono prodotti paragonabili a quelli nuovi di zecca). Chi acquista un prodotto ricondizionato, gli dà una seconda vita e in questo modo sostiene un modello di economia rigenerativa Purtroppo, solo l’1% degli smartphone nel mondo viene riciclato. Se davvero vogliamo fare del nostro meglio per alleggerire la nostra impronta sul Pianeta, per quel che riguarda il mercato degli smartphone c’è un ampio margine di miglioramento.