Il Garante italiano predispone un quadro rafforzato di tutele in merito al tracciamento dei dati online: il meccanismo di acquisizione dati dovrà innanzitutto garantire che al primo accesso ad un sito web, nessun cookie o altro strumento diverso da quelli “tecnici” si posizioni nel dispositivo dell’utente. Inoltre, se un utente cliccherà sulla “X” del banner (o su qualcosa di equivalente) sceglierà di non essere tracciato per sei mesi. Questo importante cambiamento potrebbe determinare una diminuzione significativa dei dati a disposizione dell’Internet advertising. L’impatto sull’industry potrebbe infatti essere significativo: si potrebbe registrare un calo dal 20% fino al 60% nella raccolta pubblicitaria. Il calo dei consensi andrà ad impattare tutti gli attori che operano online: editori e agenzie. Inoltre tale obbligo, per certi versi, impatterà anche gli utenti: molti, ignari delle funzionalità dei cookie, non otterrebbero più i vantaggi di quest’ultimi. Queste nuove linee guida, di conseguenza, potrebbero far venir meno un tacito patto tra consumatore e Media che da sempre ha caratterizzato l’industria online. La decisione del Garante è sicuramente fondamentale implementare meccanismi di protezione dei dati personali. È necessario però che sia ben chiaro all’utente quali potranno essere le conseguenze della sua decisione e che la sua scelta potrà far venir meno l’esperienza di personalizzazione online.