È l’Italia uno dei principali pilastri nella Space Economy. Per quanto possa sembrare impossibile, senza una politica estera né industriale, in ambito spaziale l’Italia si desta e diventa una potenza, la settima al mondo, per la precisione.

Ciò che fa dell’Italia un player di primo livello è il sistema industriale integrato e completo, in grado di coprire tutti i segmenti della filiera industriale, dall’hardware all’elettronica e ai software di bordo fino alla gestione di servizi e applicazioni prodotte da tale sistema. Una filiera in cui abbondano PMI e start up altamente specializzate. È una filiera composta da circa 200 aziende, PMI nell’80% dei casi, che assorbono un totale di 7 mila dipendenti e generano una produzione che vale 16 miliardi di euro, orientata per il 70% all’export.
Sono imprese di dimensioni non grandissime che non fanno produzione di massa, ma che proprio per questo sono particolarmente adatte all’industria, in cui non si producono satelliti a ritmo industriale su modelli standardizzati ma pezzi unici, modelli che si devono adeguare all’esigenze, alle missioni e agli obiettivi del cliente, che variano costantemente. Qui la capacità italiana di produrre pezzi su misura è un punto di forza. Nel complesso, si tratta di un’impresa che assomiglia molto a quella tipica italiana: piccola dimensione, grande specializzazione tecnica, senza necessariamente una profonda base scientifica. Naturalmente questo è un limite, perché si produce ancora poco in termini di brevetti, ma si fa sicuramente innovazione“, spiega Matteo Landoni, economista dell’Università di Milano e autore per il Mulino de L’impresa spaziale italiana.

Una bella particolarità di questa industria“, spiega ancora Landoni, “è di essere complessa, varia e distribuita territorialmente. Non ci sono solo raggruppamenti nel classico Nord-Ovest tra Milano e Torino, o a Roma, nel caso dell’impresa pubblica, ma s’incontrano realtà interessanti ovunque, anche al Sud.” la forza di quest’industria sta proprio nella capacità di fare sistema, aiutata anche da uno Stato abile nello sviluppare una visione e strategica tramite moli fattori:

  • La definizione di un piano per la space economy;
  • La legge di riforma della governance aerospaziale;
  • La creazione di un comitato interministeriale per le politiche relative allo Spazio;
  • La contribuzione al budget dell’European Space Agency con un miliardo in più, aumentando il peso politico del Paese.

Un ecosistema industriale nato in un Paese che, quando non improvvisa, può arrivare sulla Luna.