Le conseguenze economiche della guerra in Ucraina rallentano la ripresa economica dell’Italia in seguito alla pandemia, nonostante ciò la siccità degli ultimi mesi pone ulteriori ostacoli. L’Italia è infatti nel pieno di una delle sue peggiori siccità della storia, con il fiume Po che ha raggiunto il livello più basso degli ultimi settant’anni, minacciando i raccolti e mettendo a rischio la produzione di materie prime. Secondo l’Osservatorio globale sulla siccità del Jrc, la pianura Padana è quella maggiormente colpita da questo fenomeno. Le implicazioni per produttori e consumatori, e quindi per l’intera economia, rischiano di essere devastanti.

Conseguenze per la produzione di energia

Con l’esaurimento delle fonti d’acqua, i livelli dei bacini idroelettrici italiani sono ai minimi storici: la produzione quest’anno è stata dimezzata. Con la crescita del prezzo del gas la siccità rischia di ampliare la crisi energetica

Conseguenze per l’agricoltura

La mancanza d’acqua minaccia la produzione agricola e di diversi centri industriali. La scarsità idrica potrebbe causare un calo del 30% di orzo e di frumento in Lombardia e una diminuzione del 30% della produzione di cereali in Piemonte, ma anche di una diminuzione del 25% della produzione dei legumi in Puglia e del 20% nelle rese del grano in Campania.

Erasmo D’Angelis, segretario generale dell’Autorità di bacino dell’Italia centrale, spiega che «l’Italia deve decidere: le infrastrutture d’acqua devono avere la stessa importanza strategica di autostrade, ferrovie e vie digitali. C’è una sottovalutazione impressionante, l’acqua è un bene pubblico ma non rientra nei finanziamenti pubblici da oltre 30 anni. Sui 200 miliardi di investimenti del Pnrr all’acqua è destinato tra l’1 e il 2% della torta. (…) siamo il Paese più ricco d’acqua d’Europa. Sull’Italia piovono 302 miliardi di metri cubi di acqua in media all’anno, più che in Gran Bretagna o in Francia. A Roma piovono 800 millimetri all’anno, a Londra 760 millimetri. Abbiamo 1.053 grandi falde montane, 7.494 corsi d’acqua con 1.242 fiumi a carattere torrentizio. Più 347 laghi e 526 dighe. Il problema è che stocchiamo meno acqua rispetto agli anni ’70. Cinquant’anni fa riuscivamo a immagazzinarne 9 miliardi di metri cubi in più».