Ricambio generazionale: opportunità o pericolo per le imprese?

Lo si può definire uno dei momenti più delicati, in particolare se si parla di PMI. Il ricambio generazionale è la fase in cui il titolare di un’impresa si trova a dover trasferire la gestione di quest’ultima al suo successore, un processo che può risultare addirittura traumatico se l’azienda è di gestione familiare dato lo stravolgimento dell’equilibrio tra impresa, imprenditore e famiglia.
Con il ricambio generazionale avviene il diretto confronto tra senior e junior, che si trovano in diverse fasi del loro ciclo di vita, e quindi con diverse abitudini di lavoro, modelli di business di riferimento e diverso stile di vita.
Può essere un’opportunità per il miglioramento, ma se viene gestito male può rappresentare una minaccia, indagini statistiche nazionali indicano che solo il 30% delle aziende supera il primo passaggio generazionale, il 15% supera 
anche il secondo e solamente il 5% il terzo, dati abbastanza sconvolgenti.
Questo perché la digitalizzazione e l’evoluzione dei mercati implicano cambiamenti che potrebbero essere agevolati dalle nuove generazioni, però purtroppo nella maggior parte dei casi il ricambio generazionale risulta una semplice riproposta dei vecchi schemi, con una perdita di visione imprenditoriale.
Di recente il Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche di Milano ha indagato le ragioni di questa assenza di rinnovamento tramite una ricerca che ha coinvolto 100 imprenditori tra senior e junior. Il risultato ha evidenziato come:
  • Entrambi gli imprenditori sono focalizzati più sulle minacce che sulle opportunità derivanti dall’entrata di un nuovo imprenditore.
  • Gli juniors hanno la stessa visione dei senior determinando un minore spazio in termini di innovazione.
  • Ci sia una scarsa attenzione posta dagli imprenditori senior sul percorso di sviluppo degli junior.
La ricerca mostra come il fondatore scelga il successore in base alla vicinanza di conoscenze, aspirazioni e visioni. Pertanto, questa fase, che dovrebbe essere un momento di aggiornamento della struttura cognitiva e manageriale, si traduce nella pericolosa riproduzione dei vecchi modelli aziendali a fronte di un ambiente competitivo e in continua evoluzione.
La nuova generazione è più predisposta all’innovazione con il
valore aggiunto di una nuova mentalità. Il punto cruciale è quindi quello di dare, da parte del senior, le giuste opportunità. D’altra parte è di fondamentale importanza trasmettere al successore le basi per l’amministrazione di un’azienda: gestire la situazione economica, saper valutare dati tecnici, organizzare un buon business plan.
Quindi, per un ricambio generazionale innovativo e soprattutto produttivo si possono trarre 2 semplici soluzioni:
  • Gli imprenditori senior dovrebbero lasciare il giusto spazio necessario ai loro successori di sperimentare idee e soluzioni in prima persona.
  • Andrebbero ripensati i percorsi formativi degli imprenditori junior che principalmente dovrebbero rendere quest’ultimi in grado di affrontare e gestire la crescente complessità in un’impresa.
Un’impresa nasce seguendo sogni e visioni e per continuare a vivere ha bisogno di altrettanto. Il primo passo per trasformare il ricambio generazionale da minaccia ad opportunità è quello di lasciare agli imprenditori di domani la libertà di sognare e realizzare nuove idee, così come hanno fatto i loro predecessori.

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