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L’aerospazio cambia traiettoria e punta sul digitale e sull’Industria 4.0

Le soluzioni digitali e le tecnologie Industria 4.0 mai come oggi sono lo strumento chiave per superare la crisi innescata dalla pandemia anche nei settori dell’aerospazio e della difesa. A livello globale quanto nel nostro Paese il settore dell’aerospazio e della difesa ricopre un ruolo di primo piano.

Nella Ue secondo l’Asd (Associazione europea delle industrie dell’aerospazio e della difesa), il macrosettore vale 260 miliardi di euro. In Italia sono oltre 4mila le aziende, con un valore dell’indotto di 13,5 miliardi.

Tra le opzioni ci sono sia l’integrazione dei sistemi per una visione aggiornata e in tempo reale di tutte le operazioni aziendali dal lato della domanda che dell’offerta e la gestione della forza lavoro, attraverso il remote management, sia anche sistemi di automazione intelligenti per aumentare il livello di produttività ed efficienza dei lavoratori, e modalità per far fronte a necessità contingenti, come le rotture di stock, ad esempio con la stampa in 3D di parti di ricambio.

Una nuova tendenza è in atto e i leader delle aziende del settore ne sono consapevoli, l’83% di essi a livello mondiale dichiara di aver investito in tecnologie digitali e di Industria 4.0 negli ultimi due anni, ma è molto più bassa la percentuale di chi ha già reso operativi questi sistemi. I più diffusi sono i servizi e la manifattura smart (35%), copie digitali e rilevamento della qualità (entrambi 24%), mentre solo il 17% ha già calato nella realtà aziendale una pianificazione sincronizzata della catena di fornitura.

C’è dunque ancora un ampio margine di miglioramento.
La digitalizzazione a livello di ecosistema è una delle principali leve su cui la Commissione Ue intende premere. L’occhio di riguardo va a Pmi e Rto (Organizzazioni di ricerca e tecnologia).

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