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La crisi dei chip: i pronostici sono fiduciosi

Da diversi mesi il mondo è stato travolto dalla cosiddetta crisi dei chip: i processori e i semiconduttori scarseggiano sul mercato dall’anno scorso. Ma iniziano a intravedersi i primi spiragli di un ritorno alla normalità.

La pandemia ha messo in seria crisi la produzione industriale dei chip su scala globale, con effetti più o meno tangibili a seconda del settore. L’automotive è stato certamente uno di quelli più colpiti. Con il lockdown, miliardi di persone hanno dovuto lavorare o studiare da casa, la domanda di processori per elettronica di consumo è schizzata alle stelle. Processori e semiconduttori sono fondamentali nella produzione di un’autovettura.

In più, a peggiorare la situazione, ci si sono messi due incidenti:

  • un incendio in un impianto della Renesas Electronics, che ha causato lo stop della produzione;
  • il blocco della portacontainer Ever Given nel Canale di Suez, che ha scatenando il caos nella logistica internazionale.

Tutto questo ha avuto ripercussioni sul comparto automobilistico che, in Europa, copre più del 40% della domanda di chip.

I produttori stanno cercando di risolvere la situazione: ridimensionando la produzione, togliendo optional dai listini per razionalizzare l’uso di processori, studiando come prodursi i chip in casa. Ma anche queste non sono soluzioni immediatamente attuabili,

Il problema è così impattante sull’economia generale che anche le istituzioni stanno cercando di risolvere la questione.

Alcuni segnali dall’oriente, però, sembrano indicare che la crisi sia destinata a rientrare nel breve periodo. La Ministra dell’Economia di Taiwan, Wang Meihua, ha assicurato che il paese asiatico è in prima linea per cercare di aumentare la produzione di chip. Secondo le stime del suo ministero, un equilibrio tra domanda e offerta nel settore si potrebbe raggiungere fin da subito.

Secondo la Taiwan Semiconductor Manufacturing Corporation, la più grande azienda di processori a livello mondiale, che da sola copre oltre il 50% del mercato, è probabile che la situazione inizi a migliorare già entro il 2021. Tuttavia, per un completo ritorno alla normalità bisognerà aspettare l’anno prossimo. In ogni caso, la crisi dei chip pare avviarsi verso una soluzione.

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