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L’internet delle cose: cos’è e come funziona

Sono passati oltre 50 anni dalla nascita di Internet e più di 20 da quando è stata coniata l’espressione Internet of Things.
L’espressione Internet of Things (IoT) è stata formulata per la prima volta nel 1999, dall’ingegnere inglese Kevin Ahston, cofondatore dell’Auto-ID Center di Massachussetts. Per IoT si intende lo sviluppo tecnologico in base al quale potenzialmente ogni oggetto acquista una sua identità nel mondo digitale. Come detto, l’IoT si basa sull’idea di oggetti “intelligenti” tra loro interconnessi in modo da scambiare le informazioni raccolte.

L’IoT non si ferma solo agli oggetti intelligenti ma assume un significato pieno nella rete che interconnette questi oggetti, è un paradigma che potenzialmente non conosce confini applicativi: dall’autovettura che dialoga con l’infrastruttura stradale per prevenire incidenti, agli elettrodomestici di casa che si coordinano per ottimizzare il consumo di energia; dagli impianti di produzione che scambiano dati con i manufatti per la gestione del loro ciclo di vita; dai dispositivi medicali che si localizzano nel presidio di un pronto soccorso, agli sci che inviano informazioni sullo stato della neve, oppure anche ai semafori che si sincronizzano per il passaggio di un mezzo di soccorso.

Tutti gli oggetti possono diventare “intelligenti” connettendosi alla rete e elaborando informazioni con l’ambiente circostante, tuttavia questo processo non avviene in tutti gli ambiti con la stessa velocità: dipende dall’esistenza di soluzioni tecnologiche, dagli equilibri in un determinato mercato e dal bilancio tra il valore e il costo di creazione di una rete di IoT.
Questa era una breve spiegazione di cosa significa Internet of things, ma concentrandoci sugli oggetti smart attraverso cui la rete viene creata: Quali sono le caratteristiche che rendono un oggetto idoneo per l’IoT?

L’oggetto deve essere innanzitutto identificabile, e deve essere connesso, per poter trasmettere e ricevere informazioni.
Un oggetto smart può fornirci informazioni su se stesso, come ad esempio:

  • Stato di funzionamento
  • Localizzazione
  • Tracciabilità

In alcuni ambiti è necessario che possano dirci qualcosa dell’ambiente circostante, interagendo con il mondo esterno. Quindi eventualmente devono disporre anche di:

  • Sensing (per misurare variabili come temperatura, pressione, inquinamento)
  • Metering (per misurare variabili di flusso come il consumo di elettricità)

Un oggetto può interagire attivamente con l’ambiente che lo circonda, compiendo azioni. Ad esempio chiudendo una valvola per motivi di sicurezza.
Inoltre, in certi domini, è necessaria anche la capacità di elaborazione dati in locale, per selezionare o elaborare le informazioni finali da trasmettere tra quelle raccolte.

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