Ingvar Kamprad: storia e idee geniali del giovane fiammiferaio che fondò IKEA

Conosciuto come il fondatore del franchising d’arredamento più noto e profittevole al mondo, Ingvar Kamprad Nasce il 30 marzo 1926 a Pjätteryd, un piccolo villaggio in Svezia. Fin da ragazzo costruisce il suo business vendendo fiammiferi, decorazioni natalizie, penne e matite.

Un’infanzia molto simile a quella di tanti svedesi dell’epoca. Oggi conosciamo la nazione scandinava come luogo prospero, ma negli anni ’30 si trattava di uno stato principalmente povero. Kamprad cresce quindi con i valori del duro lavoro, valori nati dalla povertà condivisa con familiari e vicini. Tutti principi che saranno profusi dal fondatore nella vision della sua futura azienda.
A 17 anni con i soldi avuti in regalo dal padre costruì il suo primo stabilimento che chiamò IKEA.

Inizialmente i mobili non furono tra i prodotti disponibili, infatti il catalogo era composto soprattutto da orologi, calze e cornici, venduti attraverso il sistema postale. Più avanti, nel 1947, si dedicherà all’arredamento, rivendendo i mobili realizzati dai falegnami locali.
Il successo di IKEA è da attribuire ai cambiamenti che l’azienda assunse dal 1953 dove, dopo la prima e vera propria apertura di un mobilificio IKEA, s’innescò una furiosa lotta con il principale competitor locale. Kamprad per vincere la concorrenza abbassò i prezzi in maniera radicale, costringendolo però a internalizzare il processo di progettazione e realizzazione dei mobili, i prezzi fecero temere i consumatori per la qualità dei prodotti: da qui l’idea per lo showroom, che dava ai consumatori la possibilità di toccare con mano i prodotti in catalogo, prima di ordinarli, in modo tale che si accertassero dell’effettiva buona qualità.


La vera svolta per IKEA arriverà però l’anno successivo, nel 1956: Kamprad vide un suo impiegato smontare le gambe a un tavolo, per farlo entrare nell’auto di un cliente. Qui capì che riducendo lo spazio delle confezioni fino al minimo necessario, avrebbe potuto risparmiare moltissimo.
Arriva così l’idea per i famosi “pacchi piatti” di IKEA, dove sta al cliente l’onere di assemblare i mobili direttamente a casa.
Curiosamente, è proprio questo il segreto del successo di IKEA: rendere la vita più difficile ai consumatori.
Forse per un’interazione più attiva del cliente verso il prodotto oppure per una metodologia di vendita mai vista, fatto sta che i consumatori vengono impattati da quello che viene definito dai ricercatori dell’Harvard Business School “IKEA Effect“: le persone amano molto di più i propri prodotti quando loro stessi sono ad assemblarli. Un amore simile a quello dei bambini per i Lego o per il modellismo.
Il 17 settembre 2012 Kamprad lascia la guida della multinazionale in favore dei suoi tre figli: Peter, Jonas e Mathias.
Ingvar Kamprad muore il 27 gennaio 2018 nella sua casa di Liatorp, Svezia.
Una vita avventurosa la sua, dall’infanzia vissuta in povertà, ai primi business adolescenziali. Un’esistenza segnata dal duro lavoro ma soprattutto dall’innovazione, fino all’ultimo: chi gli era più vicino ha dichiarato che Kamprad non è mai venuto meno al suo dovere, neanche dopo aver lasciato le redini dell’azienda ai suoi figli, d’altronde, è questa una tra la frasi da lui pronunciate (verso la soglia degli 80 anni) ad essere tra più celebri, frase che potrebbe riassumere l’intera figura umana e imprenditoriale di Ingvar in un unico rigo: “Ho ancora un sacco di cose da fare: non ho tempo per morire”.

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