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I cambiamenti del mondo del lavoro: piano Nazionale Industria 4.0

L’espressione Industria 4.0 fa riferimento a una evoluzione del settore secondario, in cui, grazie all’introduzione delle moderne tecnologie digitali, le imprese industriali e manifatturiere acquisiscono la possibilità di aumentare la propria competitività ed efficienza.
Il suffisso 4.0 sta a indicare la quarta grande rivoluzione tecnologica che fa riferimento alle moderne tecnologie digitali, quali Internet of Things, Intelligenza artificiale, analytics, robotica avanzata ecc.

In Italia, il Piano Industria 4.0 fu presentato per la prima volta nel settembre 2016 per mezzo Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che proponeva una serie di incentivi per favorire gli investimenti in tal senso del sistema manifatturiero italiano.
Nonostante il successo complessivo, il Piano Industria 4.0 è stato nel corso del tempo sottoposto a una serie di modifiche, che hanno ridisegnato il sistema di incentivi, in particolare:

  • Il programma governativo è stato ribattezzato con il nome di Transizione 4.0.
  • Iperammortamento e superammortamento riconosciuto per i beni strumentali sostituito in un credito di imposta.
  • Il credito di imposta R&S è stato ampliato a nuove categorie di progetti (innovazione tecnologica e design).
  • L’accesso al credito di imposta “Formazione 4.0” è stato semplificato.
  • Ulteriori novità sono arrivate dalla Legge di Bilancio per il 2021, che ha confermato e rafforzato l’impianto del Piano Transizione 4.0, con due obiettivi fondamentali:
    1) Stimolare gli investimenti privati;
    2) Dare stabilità e certezze alle imprese con misure che hanno effetto da novembre 2020 a giugno 2023.

I nuovi crediti d’imposta sono previsti per 2 anni, con la decorrenza della misura anticipata al 16 novembre 2020. Di particolare rilievo è la maggiorazione dei tetti e delle aliquote per i Beni materiali 4.0: ad esempio per le spese inferiori a 2,5 milioni di Euro è stata introdotta una nuova aliquota al 50% nel 2021 e 40% nel 2022. Le aliquote sono state incrementate anche per gli investimenti in beni immateriali (sostanzialmente i software che abilitano Industria 4.0) nonché per quelli in Ricerca & Sviluppo, Innovazione, Design e Green. Il credito d’imposta formazione 4.0 è stato esteso alle spese sostenute per la formazione dei dipendenti e degli imprenditori, coprendo le spese sostenute fino al 31 dicembre 2022.

Con la Legge di Bilancio 2021 il Piano Transizione 4.0 è ritenuto dall’Esecutivo come un pilastro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (grazie a fondi per 24 miliardi di euro), capace di contribuire in modo incisivo al rilancio degli investimenti, alla ripresa dell’economia e alla modernizzazione del sistema produttivo e del Paese in coerenza con gli obiettivi del programma europeo Next generation EU.

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