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Dai primi orologi a led fino a tessuti smart: le tecnologie indossabili, un mercato in crescita

Nel 1972 l’Hamilton Watch Company annuncia il Pulsar Time Computer. Era il primo orologio digitale, costava 2100 dollari e aveva il quadrante nero con i led rossi. C’è chi considera il 1972, appunto, la data da cui partire per parlare di wearable technologies. Le wearable technologies sono, appunto, dispositivi smart che possono essere indossati.

L’orologio da polso con calcolatrice può essere considerato il primo dispositivo indossabile di consumo ad aver raggiunto un successo globale, arrivano poi negli anni 2000 i primi auricolari Bluetooth e quattro anni dopo la prima GoPro che segna a tutti gli effetti uno spartiacque.

Successivamente, il potenziale delle tecnologie indossabili è risaltato con i Google Glass: al lancio scatenarono le proteste di associazioni per la protezione della privacy. Il dispositivo, progettato da Google nel 2013, è stato il primo prodotto indossabile a combinare l’accesso a Internet a mani libere con la realtà aumentata e la capacità di catturare immagini. I Facebook Ray-Ban arrivano nove anni dopo, nell’era di TikTok e di Twitch, sono una versione più slim dei Google glasses.

Secondo un report Gartner, la spesa mondiale per i dispositivi indossabili dovrebbe crescere del 18% a 81,5 miliardi di dollari nel 2021 e di un altro 15% nel 2022. La spinta più interessante051 arriverà da tecnologia indossabile e tessuti intelligenti. Gran parte di questa tecnologia esiste già in campo militare, medico e sportivo. In comune questi dispositivi hanno la capacità di catturare ed elaborare dati personali e in alcuni casi come nel caso degli occhiali di Facebook riprendere e condividere informazioni protette dalla normativa della privacy.

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